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GBER — Regolamento Generale di Esenzione per Categoria — Definizione e significato

Il Regolamento Generale di Esenzione per Categoria (GBER, Reg. UE 651/2014 e successive modifiche) consente agli Stati membri di concedere aiuti di Stato senza previa notifica alla Commissione Europea, purché rispettino le condizioni e le intensità massime previste per ciascuna categoria di aiuto.

Perché il GBER è importante per i bandi

Il GBER è il quadro normativo che permette agli enti pubblici di erogare contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e altri incentivi alle imprese senza dover chiedere l'autorizzazione preventiva alla Commissione UE. La maggior parte dei bandi nazionali e regionali italiani si basa sul GBER per definire le percentuali massime di copertura e i massimali di aiuto.

Intensità massime di aiuto per categoria

  • Investimenti PMI (art. 17): 20% piccole, 10% medie (+10% in aree assistite)
  • R&S — Ricerca industriale (art. 25): 50% piccole, 40% medie, 30% grandi (+15% in collaborazione)
  • R&S — Sviluppo sperimentale (art. 25): 25% piccole, 15% medie, 15% grandi
  • Formazione (art. 31): 70% piccole, 60% medie, 50% grandi
  • Investimenti in aree assistite — art. 107(3)(a) (art. 14): fino al 40% (Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Sardegna)
  • Investimenti in aree assistite — art. 107(3)(c) (art. 14): fino al 20% (Abruzzo, alcune aree del Centro-Nord)

GBER vs de minimis: quando si usa quale

  • De minimis: aiuti fino a 300.000€ in 3 anni, qualsiasi finalità, procedura semplificata
  • GBER: aiuti anche superiori, ma solo per finalità specifiche (R&D, formazione, investimenti), con intensità massime definite e obbligo di effetto incentivazione
  • Molti bandi combinano entrambi: de minimis per la quota base, GBER per la parte aggiuntiva

Normativa di riferimento

  • Regolamento UE 651/2014 (GBER base)
  • Regolamento UE 2023/1315 (modifica GBER — Green Deal e digitalizzazione)
  • Regolamento UE 2024/2472 (proroga GBER fino al 31 dicembre 2026)